Le capacità delle donne e il lavoro

Il cervello femminile, dice la scienza, dopo un bebè raggiunge il suo apice. l datore di lavoro crede che le mamme abbiano meno energia e un minor coinvolgimento nello svolgere i loro compiti. Non é vero, anzi! Noi mamme con arrivo del primo bebè impariamo selezionare, subentra la capacità di trasferire competenze ed energie da un ruolo all’altro.

Questo é scienza  👇

  • si moltiplicano speciali cellule che collegano le informazioni tra loro
  • la dopamina aumenta l’attenzione e la capacità di resistere allo stress
  • l’ossitocina rende più facili le relazioni sociali
  • aumenta la capacitá della gestione del cambiamento
  • la prolattina rende più coraggiose
  •  

 

Pensate un attimo, un bambino cambia tutti i giorni e le mamme riescono a gestire benissimo. Per questo il motivo principale che io cerco i primis le donne per poter collaborare insieme. Se si trova un gruppo di donne dove non prevale invidia ma la collaborazione, li possono cambiare il mondo.

Con la maternità si impara un nuovo modo di fare squadra e leadership. Niente a togliere di quelle donne che ancora non hanno avuto figli o per scelta non vogliono avere. Noi donne riusciamo fare la mamma anche mentalmente. Diventare mamma vale quanto un master, diventeremo più empatiche e più capaci di risolvere i problemi. Bisognerebbe sfruttare queste capacità femminili.

In Italia

Qui in Italia i capi lo ignorano, tranne noi nel Network che spalanchiamo le porte per loro. Io ho una collega che ha 5 figli e prende loro non come un ostacolo ma come una motivazione, anzi 5. Il mondo sta cambiando e in alcuni paesi i figli fanno punteggio.

Essendo donna e mamma, capisco benissimo i problemi che porta la maternità nel mondo di lavoro. Tornare a lavoro e lasciare i figli a casa o al asilo è difficile. Poi l’orari di lavoro. Come può una mamma lavorare fino le 8 di sera? Poi correre a casa e preparare la cena, devono mangiare un modo sano, rimettere a posto la cucina e preparare le merende per giorno dopo.

Un’altra problema che ho dovuto affrontare?

Prima della maternità lavoravo in palestra. Mio marito ha un’attività e grazie a lui ho potuto seguire mio figlio non dovevo tornare a lavoro, davo una mano a lui. La sua impresa strettamente legato all’economia e quando le cose cominciavano andare male ero ultima che veniva pagato. Mio figlio intanto è cresciuto e non aveva bisogno di me, non come prima.

Lo so che è normale, ma per 12 anni siamo stati insieme sempre e un giorno all’altro diventato “papone”. Mi sentivo inutile. La soluzione sarebbe stato di trovare un lavoro e riacquistare la mia indipendenza economica. Facile a dire e difficile a realizzare. Il momento quando sono stata contattata per fare Network. Sinceramente, non ero contenta né entusiasta a cominciare un’attività del genere. Avevo mille scusa, non credevo di essere capace. Poi piano-piano ho cominciato a capire e adesso sono entusiasta di fare questo lavoro. Anzi sono orgogliosa.

Il mio metodo è semplice e efficace. Ricordati che non siamo solo io e te. Abbiamo un gruppo numeroso che in caso di necessità, fornisce tutto l’occorrente.

Se voi cominciare subito, poi inscriverti. Avrai 30 giorni di tempo per definire la tua scelta.

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Sea Watch

Stamattina finalmente Europa ha reagito e hanno fatto fine di questo calvario. Ma la vicenda della Sea Watch potrebbe non finire qua. Ci saranno altri?

Sono contenta che Salvini non ha ceduto neanche dopo la messa in scena della sinistra. Ridicolo. Posso sembrarti insensibile, ma la mia solo una semplice riflessione. La mia punto di vista è il lato emigrato. Diversi anni fa sono venuta in Italia per stare con uomo che amo e mio figlio è nato qui. In mio paese avevo un lavoro prestigioso, casa e amici. Qui ho avuto difficoltà di trovare lavoro. La mia maturità che ho eseguito in Ungheria qui non ha valore. La mia diploma ho eseguito nel liceo classico, senza studiare latino e greco. Qui senza proseguire i studi non sono nessuno.

Ma non ho mai chiesto niente dallo stato italiano, figuriamoci di pretendere, casa, soldi o lavoro. Venire qui è stato la mia scelta, non mi ha costretto nessuno. Se mi manca qualcosa cerco di avere con le mie forze. Se un domani lo stato italiano decide che non posso rimanere qui, me ne vado via. Punto. Non denuncio nessuno per sequestro o cose simile.

Aiuti

 È normale che una ong vada nel mare libico decidendo a cavoli propri e invece di portare i migranti in Tunisia dove si trova il porto sicuro più vicino si diriga verso nord in Sicilia per cercare pubblicità? Secondo me, non è normale. Sono venuti qui perché qui possono fare tutto. Ma veramente quelli che sono stati interpellati nella TV, quelli che sostenevano che bisogna permettere lo sbarco di Sea Watch, credono che questo sia un aiuto?

Possiamo chiamare aiuto di catastare centinaia di persone in alberghi e lasciati lì per mesi e anni? Senza istruzione, senza una visione del futuro? Pensaci un attimo, tu cosa faresti?

Ogni paese prima di tutto dovrebbe in primis occupare del suo popolo. Poi dopo che va tutto bene, possono aiutare gli altri. Mi dispiace vedere italiani rovistare nella spazzatura per poter mangiare la frutta, mentre emigranti stanno in un albergo di 4 stelle.

Frontiera

Se io vado in America, dopo che ho pagato biglietto di aereo e albergo, nella cheek in mi dicono che non posso entrare, cosa succede? Niente! Zitta, sto lì e aspetto il primo volo di ritorno. Qui, ipotesi di attentato alla costituzione, abuso in atti di ufficio, sequestro di persona, violenza privata, tortura a carico del ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della motonave Sea Watch e Diciotti. Non ha senso.

In paesi scandinavi ogni emigrato deve frequentare la scuola. Studiare la lingua, usi e le leggi. Ogni mese hanno un esame, chi non ha studiato non riceve sussidio. 3 esami mancati, ti accompagnano al aeroporto e ti mettono sul aereo. Giusto. Voi dire che non hai intenzione di integrarti.  

Non per la polemica ma vedendo queste persone al bordo della Sea Watch non vedevo la sofferenza solo la voglia di avventura. Ho visto persone che scappavano dalla guerra e dalla sofferenza. Non avevano lo sguardo così. Chi ha visto l’atrocità, guerra e ha sofferto della fame si riconosce da lontano. Loro non pretendano, non chiedono altro solo un po’ di tranquillità e ogni cosa che viene dato accettano con dignità e gratitudine.

Ci stato un periodo quando ogni semaforo erano minorenni a chiedere elemosina. Poi ci stato un grande propaganda a parte dell’autorità, dove dicevano che l’unico modo di farla finita e non dare niente. Anche se fanno pena é l’unico modo di aiutare e reagire. Adesso è difficile vedere ragazzini a chiedere elemosina. Ha funzionato.

Penso che bisognerebbe adottare anche con gli immigranti. Così forse diminuirebbe il numero di scafisti che giocano con la vita di altrui.

La mia storia

Prima di partorire, lavoravo in palestra dove non potevo tornare, giustamente sono stata piazzato. Ho profittato rimanere a casa con mio figlio. Quando lui ha cominciato con la scuola ho cercato il lavoro. Ma dove potevo andare a lavorare? Solo in fabbrica con i turni che non potevo accettare, dove lasciavo mio figlio?

Mio marito non mi aiutava, per lui era molto comodo trovare pranzo, cena pronto e la casa in ordine a qualsiasi ora della giornata. Senza accorgere sono diventata la schiava dell’azienda del mio marito. Facevo commissioni, aspettavo le consegne ecc. senza ricevere in cambio un stipendio o magari un’assunzione.

Come non siamo sposati e la convivenza lo stato non accetta giuridicamente, cosa avrò io nel caso di rottura o per la mia vecchiaia?

Quindi ho riboccato le maniche e ho cominciato fare il Network. Adesso posso prosperare e non temere dal futuro. Voglio spaccare! Guadagnare un sacco di soldi e viaggiare. Voi venire con me? Voi riscrivere il tuo futuro? Insieme siamo piú forti!

Ti saluto, vado accompagnare mio figlio allenare. Con affetto Zita

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Resoconto del primo mese

Fra un po’ finisce il primo mese del nuovo anno. Vorrei fare un po’ di conti con la realtà.

L’anno è cominciato meravigliosamente per due settimana. Eravamo pieno di entusiasmo e appuntamenti. La terza settimana è così – così, poi il flop. Sono quasi fermo, qualsiasi cosa che comincio si rivela un disastro.

L’appuntamento per il webinar, cene, appuntamenti, tutto. Organizzo una bella serata, un Apricena con Aloe per una incaricata che vive qui, vicino a me. Lei era entusiasta, non vedeva ora come si fa. Lei preferisce lavorare offline, adora il contatto diretto con la gente. Giovedì sera disdicono appuntamento che avrebbe dovuto avvenire sabato sera. Per un motivo che non centra niente con noi. Il padre della padrona si è ammalato. Questi casi non voglio insistere, ma non capisco che centra con la serata. Loro fanno ogni sabato Apricena, unica che sarebbe cambiato, quella sera usano la nostra ricetta per il cocktail.

Come si po’

Per il webinar volevano venire 7 persone. Come potevo portare solo 5, ho dovuto chiedere la mia linea se potevano entrare tutti. Secondo Te, la fine quanti erano presenti? Nessuno. Appuntamento a San Benedetto con una signora. Non ti dico! Il fini mondo è venuto giu. Lei ha un figlio piccolo e non se la sentiva di portare fuori con un tempo del genere. Adesso loro sono in montagna.

Quindi se guardo in questo punto di vista il mese, il resoconto é un disastro. Invece il mio resoconto é positivo. Positivo perché dentro di me ha la consapevolezza che l’anno sara grandioso.

Invito a cena una famiglia che sono amici di mio marito. I bambini si ammalano e non possono venire. Mio marito esce con amico, giusto per non perdere la serata. Io passo solo a casa di loro per portare BEE Propolis per usare come antibiotico finché lunedì non possono andare a pediatra.

Il nostro dottore andato in pensione, quindi dovevamo scegliere un altro. Mio marito ha scelto uno che conosce e si trova dove abitano i suoi. Mi piacerebbe scegliere uno che sta qui in paese. Non conosco nessuno, chiedo nel gruppo Facebook se mi possono consigliare uno. Allora una è super impegnata, altro fra un mese va in pensione e aspettano il sostituto.

Ho pensato, aspetto la sostituzione, tanto da anni che non vado al dottore. Non mi ammalo mai. Magari, non avesse detto! 3 volte mi sono ammalato negli ultimi 10 giorni. Prima la diarrea, poi la gola e adesso mi fa male la testa. Per fortuna che ho i miei prodotti che risolvono questi acciacchi, se no.

Non mollo

Se tutti questi avvenimenti succedevano nel passato, adesso sarei abbattuta e arrabbiata. Grazie per il sviluppo personale che richiede il mio lavoro, non mi arrendo. Anzi, lo sento che il grande BUMM si avvicina. Poi il resoconto del anno è ancora lontano. Lo se che quest’anno sarà fantastica! Mi piace come definisce il vocabolario il resoconto: Relazione particolareggiata di un avvenimento, di una situazione o dello stato dei lavori di un organo pubblico o privato rapporto. In effetti, mi sento molto particolareggiata, per non dire parolacce. J

Mantenere un atteggiamento mentale positivo in questi casi è difficile. Ho deciso che oggi non lavorerò. La mattina ho risentito tutte le musiche che hanno vinto XFactor, volevo vedere il trionfo. Poi ho guardato alcuni video motivazionale, uno lo metterò la fine, così poi vedere anche tu. Adesso sono carica, ma niente da fare. NON LAVORO. Pomeriggio uscirò con mio figlio e la sera con un’amica per un aperitivo. Adesso ti saluto, vado a preparare il pranzo.

Con stima e affetto Zita

Ecco il video che dicevo. Buona visione.

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Volontà di ferro

Non so se hai sentito la storia di Panagiotis Kotronaros. Il nome forse non ti dice niente. Lui è la persona che ha scritto la storia della Grecia sul tetto del mondo.

La cima del Monte Everest si presenta come una sfida per gli alpinisti. Il Campo 4 è ultima tappa prima che le squadre partono per lo sprint finale verso la vetta più alta del mondo. Il Campo 4 è anche la porta d’accesso alla zona della morte. Un luogo di un tale altezza e così freddo, spietato e senza ossigeno. In questa zona il tuo corpo si rivolta, anche a riposo, ogni respiro è una lotta. L’andatura diventa instabile e si perde lentamente coscienza mentre il cervello si ingrossa.

Quando Panagiotis Kotronaros raggiunse la zona della Morte sul Monte Everest, si trovava a più di 1000 metri dalla cima. Il vento era più che brutale, e il pericolo di una tempesta improvvisa era una preoccupazione costante. Il vento aveva già fatto ritirare la squadra al primo tentativo, e Panagiotis sapeva che se anche il secondo tentativo fosse fallito, avrebbe potuto significare la fine della spedizione greca.

Determinazione

Ad un’altitudine di 6000 metri, ogni fibra del suo corpo diceva di girare e tornare indietro. Ad un’altitudine di 8000 metri, il suo corpo gli disse di sdraiarsi e lasciarsi morire.  Come è riuscito ad arrivare sulla cima e dove ha trovato la forza per andare avanti? La risposta è nel titolo! (Sii determinato)

Fino qui è la storia che ho scritto nel articolo precedente. Adesso vorrei continuare.

Una volontà di ferro

La realizzazione del suo sogno di diventare alpinista richiedeva una resistenza completamente diversa. Panagiotis Kotronaros è cresciuto ad Atene. La sua famiglia non aveva molti soldi e non era interessato allo sport.

“Né io né i miei due fratelli passavamo molto tempo in natura o in montagna”, ricorda Panagiotis. “Arrampicare l’Everest è sempre stato un sogno. Per me è stato inizialmente un obbiettivo irraggiungibile, soprattutto considerando il mio – background- non avevo nessuna esperienza di arrampicata, nessuna risorsa finanziaria ed ero un ragazzo di città”.

Ma l’Everest esercito una attrazione magnetica su di lui. Da adolescente, creò una “lavagna dei sogni” per un progetto scolastico che mostrava i primi scalatori che raggiunsero la vetta dell’Everest. Questo progetto è stato il punto di partenza per il suo incrollabile percorse che lo ha portato sul tetto del mondo.

Progetto

All’inizio della sua formazione Panagiotis ha lavorato con quanto a sua disposizione. Ha iniziato a correre, camminare, nuotare e andare in bicicletta. Era particolarmente preoccupato per l’alimentazione e ha ottenuto tutte le informazioni sugli aspetti tecnici dell’alpinismo che poteva trovare. Ha trovato sponsor che lo hanno aiutato a procurarsi un’attrezzatura professionale per l’alpinismo.

La sua prima spedizione ha avuto luogo nel 1995 quando assieme al suo gruppo ha scalato lo Shishapangma sull’Himalaya. A 8012 metri di attitudine, Panagiotis ha sperimentato per la prima volta cosa significa essere nella zona della Morte.

“Poiché era la nostra prima spedizione, sapevamo che sarebbe stata un’impresa impegnativa”, dice Panagiotis. Le condizioni meteorologiche in costante mutamento, la nostra mancanza di esperienza e know-how, i ghiacciai, le difficoltà che il corpo deve affrontare in condizioni estreme.” Tutti fattori che potrebbero costarti la vita”.

Questa prima spedizione ha dato a Panagiotis la forza e la fiducia per continuare a lavorare per raggiungere il suo obiettivo di scalare l’Everest. Nel 2004, non solo ero pronto a cimentarsi nuovamente nella scalata dell’Everest, ma ha anche guidato la spedizione greca, composta da cinque alpinisti.

Un passo avanti nelle difficoltà

Il 14 maggio 2004, Panagiotis e la sua squadra sono partiti dal campo 4 a 7894 metri sopra livello del mare per l’ultima tappa in direzione dalla vetta. Già la sera prima avevano interrotto un primo tentativo di partire dal campo 4 a causa del forte vento e tutti i membri del team capirono lentamente che questa avrebbe potuto essere l’ultima occasione per arrivare in cima.

La squadra parti di notte con un percorso diretto verso la zona della morte, dove avrebbero trascorso le prossime nove ore al fin di raggiungere la vetta. Ad ogni metro guadagnato, respirare, concentrarsi o addirittura muoversi diventava sempre più difficile.

Il rischio di congelamento, emorragia celebrale, emorragia retinica e incoscienza aumentava man mano che i greci si avvicinavano ad un’altitudine di oltre 8000 metri. Se un membro della spedizione perdeva conoscenza, nessuno degli altri avrebbe avuto la forza di portarlo giu. Lo svenimento equivaleva alla pena di morte.

“Quando il tuo corpo si arrende, l’anima ti aiuta ad andare avanti”, dice Panagiotis riguardo all’attraversamento della zona della morte. “Se anche la tua anima si arrende, allora hai solo la tua forza di volontà, che deve continuare al suo posto. Ed è qui che ti rendi conto che non ci sono limiti a ciò che puoi ottenere”.

La vittoria

Il 15 maggio, verso le nove del mattino, Panagiotis ha raggiunto la cima dell’Everest. In questa memorabile giornata tutti i cinque i membri della spedizione greca sono arrivati in cima. L’adolescente di Atene, con un “lavagna dei sogni” e forza di volontà di ferro, è diventato l’uomo che ha guidato la prima spedizione greca di successo sul Monte Everest.

Oggi Panagiotis lavora come guida alpina certificata e ha guidato più di 40 spedizioni sulle più grandi catene montuose del mondo. Dice che per lui il suo più grande successo sarà sempre quello di aver guidato la spedizione greca verso la vetta dell’Everest.

Intervista con Panagiotis

Spero che questo racconto sulla forza della volontá ti fara pensare e ti guidera verso un modo di pensare che : Il volere é potere. Poi, con me non devi neanche scalare la montagna. Non dico mai che sará facile, dico sempre, che valse la pena! Ti auguro una sano e ristoratore serata. Con affetto Zita

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Sii Determinato

Nella vita le cose che contano non si ottengono mai con facilità. Questa affermazione l’abbiamo tutti sentita dire innumerevoli volte nel corso degli anni. Sono sicuro che ci sono molte situazioni, sia nella tua vita che nella tua attività, in cui puoi applicare questa frase.

All’inizio é fondamentale cominciare bene la tua attività. Io ne so qualcosa! Il mio primo network ho cominciato un modo sbagliato. Non ero determinata, non prendevo sul serio. Lavoravo quando mi andava, prendevo molto sul serio questo lato del lavoro. La seconda volta ho scelto la persona sbagliata.

La persona che mi ha contattato era eccezionale anche se da poco ha cominciato questo mestiere. Era determinata e entro 2 mesi ha fatto grandi progressi. Poi dopo che sono entrata io lei ha smesso per incompatibilità di carattere del manager. Lei che era una donna molto dolce non andava d’accordo con lei, figuriamoci io, che dico sempre quello che penso.

Fondamentale

Una delle parti più determinante al sviluppo dell’attività del Network Marketing e determinante e fondamentale, proprio quello che accade all’inizio nella vita lavorativa del nuovo incaricato. Con chi andare a parlare e in che modo proporre i tuoi prodotti o la tua attività. Il nostro non é un mestiere di insistenza e convincimento. Come non piace a me se insistono quando dico che non mi interessa, non faccio con altri. Non vogliamo svolgere l’attività un modo che la prossima volta amici o parenti passano altro lato sulla strada fingendo di non vederci.

I miei amici non sono così. Anzi ogni volta che ci incontriamo si interessano i miei sviluppi e i miei successi. Qui ti viene la domanda. Sono anche i miei collaboratori o sono diventati clienti? NO! Alcuni si, ma la maggior parte no, ma mi aiutano. Ho saputo come proporre la mia attività verso di loro. Siamo rimasti in buon rapporto e mi sostengono. Fondamentale un buon inizio per percepire un stipendio da subito. Quello si che ti assicura e ti fa diventare determinata.

Cosa significa essere determinata

È una combinazione di perseveranza e coraggio che ti tiene in equilibrio quando percorri la sottile linea di confine tra fallimento e grande successo. La determinazione non ha nulla a che fare con gli obbiettivi che ti poni, ma più tosto con il coraggio di intraprendere l’ignoto per scoprire che si è in grado di fare molto di più di quanto si possa immaginare.

Se ascolti di persone comuni che da noi hanno avuto successo, ti accorgerai che nessuno immaginava di dove sono arrivati. Io che vado avanti con determinazione, nonostante che tutti mi dicevano che non sono capace di parlare con le persone. In fine di conti? Erano loro che non mi ascoltavano. Stranamente al lavoro sono una persona rispettata e tutti mi vogliono bene.

Racconto una storia sulla determinazione

Non so se hai sentito la storia di Panagiotis Kotronaros. Il nome forse non ti dice niente. Lui è la persona che ha scritto la storia della Grecia sul tetto del mondo.

La cima del Monte Everest si presenta come una sfida per gli alpinisti. Il Campo 4 è ultima tappa prima che le squadre partono per lo sprint finale verso la vetta più alta del mondo. Il Campo 4 è anche la porta d’accesso alla zona della morte. Un luogo di un tale altezza e così freddo, spietato e senza ossigeno. In questa zona il tuo corpo si rivolta, anche a riposo, ogni respiro è una lotta. L’andatura diventa instabile e si perde lentamente coscienza mentre il cervello si ingrossa.

La zona della Morte

Quando Panagiotis Kotronaros raggiunse la zona della Morte sul Monte Everest, si trovava a più di 1000 metri dalla cima. Il vento era più che brutale, e il pericolo di una tempesta improvvisa era una preoccupazione costante. Il vento aveva già fatto ritirare la squadra al primo tentativo, e Panagiotis sapeva che se anche il secondo tentativo fosse fallito, avrebbe potuto significare la fine della spedizione greca.

Ad un’altitudine di 6000 metri, ogni fibra del suo corpo diceva di girare e tornare indietro. Ad un’altitudine di 8000 metri, il suo corpo gli disse di sdraiarsi e lasciarsi morire.  Come è riuscito ad arrivare sulla cima e dove ha trovato la forza per andare avanti? La risposta è nel titolo!

Se ti interessa, domani contino la sua storia. Racconterò chi era, da dove veniva e come è andato a finire la sua spedizione. Per non cercare, clicc)Adesso devo scappare, ho un appuntamento con un’amica. Andiamo a fare shopping. Buon pomeriggio

Con stima e affetto, Zita

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