Chi sei?

Non ti preoccupare se non sai rispondere di queste domande al volo. Chi sei? Pochissime persone possono rispondere e la maggior parte chi risponde è sbaglia di grosso! Tutto dipende dai collegamenti dei neuroni?

collegamenti dei neuroni

 Pensiamo che per descrivere la vita basta disegnare una linea retta su un foglio o nella mente. Ma reagendo così, descriviamo veramente chi siamo, chi sei tu o chi sono Io? Non so se siete mai capitati nelle mani di un assicuratore o un consulente finanziario, loro progettano il tuo futuro con una linea, linea di vita, come chiamano loro. Per progettare il tuo futuro finanziario forse il metodo migliore ma la vita vera non è così! Visualizza bene da dove sei partito e dove voi arrivare, ma il resto? Peccato che solo nel momento della morte vediamo veramente chi siamo e cosa potevamo diventare! Troppo tardi! 

A volte, grazie a Facebook guardo i ricordi, 3 anni fa in questo giorno ho condiviso il seguente citazione … oggi non potrebbe essere più attuale 😊

Potrebbe essere un detto di Osho

Incredibile quante persone non sono consapevoli delle loro capacità, alcuni non vedono la loro bellezza.

Inizio di maggio ho portato vestiti e cose varie per i poveri in una parrocchia. Mi hanno chiesto se posso rimanere un po’ per aiutare. Ovviamente ho detto di si. 
Sedevamo dietro un tavolo, io, una suora e il prete. La gente che arriva deve firmare un foglio prima di recarsi altra stanza dove distribuivano il cibo e i vestiti. La gente che veniva aveva una cosa in comune, il loro sguardo. Il sguardo pieno di ammissione e rinunce e forse anche un po’ di vergogna. Questo ultimo quando scomparve voi dire che non farai più niente per migliorare la tua situazione. Sicuramente non hanno progettato la loro vita in questo modo. Allora cos’è che successo?

Perché sono …

Ogni persona il momento della firma riceve anche qualche belle parole. Come va, cosa fa ecc. 
Sono stata zitta per un po, poi non ce l’ho fatta, un uomo circa 40 anni che si lamenta che non cé lavoro ho chiesto se ha provato chiedere in spiaggia.
– Ma che senso? disse lui
– Fra un po metteranno i sdraio, ombrelloni, bisognerà pulire i vetri, riempire i scaffali. 
Non ci crederete ma lui mi guardava con sgomento, mai venuto in mente una cosa del genere. 
Dopo ogni persona che arriva io proponevo un’idea di come inventarsi un lavoro. La fine andata così bene che mi hanno chiesto di venire anche un’altra volta. Ho rifiutato.

Durante il viaggio di ritorno ho avuto tempo di pensare. La mia prima reazione é stato un po di rabbia? Ma queste persone preferiscono essere pigri che rialzarsi. Poi pensando: sono abituati talmente tanto della carità che non vedono il bosco dagli alberi.

Non é sempre la scelta migliore di aiutare, qualche volta bisogna rifiutare e lasciare che la persona batte la testa contro muro. 
Tu hai qualche storia al riguardo?

Allora chi sono?

Sono un riassunto di tutte le cose che ho conosciuto fino ad ora, tutte le cose che penso a me stesso, al mondo e tutto ciò che mi hanno detto, su qualcosa, su qualcuno, su di me e tutta la somma di questi pensieri che mi hanno suscitato.

Tutto questo, cioè, quello che io penso su di me e opinione degli altri su di me è la mia esistenza allora? Secondo me non è altro, solo la fonte, la causa o origine come reagiamo in determinate situazione, diventa il nostro modo di pensare. Diventa un’abitudine che secondo la definizione è tendenza alla continuazione o ripetizione di un determinato comportamento, quindi un comportamento spontaneo.  Quell’istante quando ci rendiamo conto di quello che siamo facendo, non è più un’abitudine ma diventa una scelta. Grande! Con una scelta consapevole possiamo cambiare le nostre abitudini! Spiego meglio attraverso una storia

Miranda Kerr è stato considerato una bambina insignificante, non ha mai ricevuto complimenti quale riguarda la sua bellezza. Quando all’età di 18 anni è la prima volta partecipato ad una sfilata non capiva cosa centra lei. Semplicemente era abituata a pensare di sé stessa come una donna insignificante e questa abitudine ha impedito a vedere quello che è diventata.

Miranda Kerr mentre immagina di essere brutta

Cosa possiamo fare?

Il nostro cervello non è grado di differenziare quello che è accaduto veramente o quello che è stato solo un pensiero o abbiamo visto in un film. Molto facile ingannarlo. Succede anche con le persone bugiarde, talmente tante volte ripetono una bugia che col tempo pensano che è accaduto veramente.

Quando avevo 24 anni, avevo un sogno ricorrente per parecchi mesi. Attraversavo un periodo abbastanza difficile e forse per questo sognavo una cosa così terribile e insolita. Avevo ucciso una persona, per fortuna il sogno cominciava solo il fatto accaduto, risparmiandomi il massacro. Il cadavere lo seppellito da qualche parte. Nel sogno parlavo con qualcuno, più che parlavo, descrivevo la mia preoccupazione in caso se troveranno il cadavere o se mi arrestano e dovrò passare la mia vita in prigione.

La prima volta quando ho sognato mi sono risvegliato a soprassalto in una marea di sudore. Ci voluto un’ora abbondante per calmarmi e ringraziare che è stato solo un incubo. Poi questo incubo è diventato ricorrente. Dopo un periodo non prendevo come un incubo, ma cominciavo essere e vivere come un latitante. Se i carabinieri o la polizia mi avvicinava io scappavo, se il buon costume entrava in un bar dove stavo con gli amici io andavo via. Anche se ero consapevole che tutto questo è ridicolo, non ci potevo fare niente. Poi per fortuna incubo è finito e sono tornata come una persona “pulita “ma non spaventarmi e pensare che mi possono arrestare quando vedevo i carabinieri, ci ha voluto molto tempo.  

Grazie di questo incubo ho capito che posso ingannare la mia mente, basta se ripetutamente cerco immaginare determinate faccende, il cervello non sa se quello che immagino è veramente accaduto o solo la mia immaginazione.  Per i miei collaboratori faccio fare “il cinema”, ma questo è una tecnica che adesso non entra nel argomento. Poi leggere cosa ne pensa Wikipedia a riguardo.

Conclusione

Ho conosciuto persone che non riuscivano pensare o credere che sono capaci di diventare manager nel Network Marketing e adesso guidano con mani fermi la loro impresa. Da bambini nasciamo con la consapevolezza che siamo unici, amabili e fenomenali, poi strada facendo permettiamo le circostanze di distruggere questo ritratto. Non dire mai ad un bambino che è impossibile! Vogliamo educare i nostri figli e non se ne rendiamo conto quello che loro potrebbero insegnare a noi. Prima di tutto, credere in noi stessi!

Adesso ti devo salutare, non credere quello che ho scritto, provalo e dopo mi dici cosa ne pensi. Un’altra volta ho scritto un articolo sul cambiamenti, se ti interessa poi leggerlo.

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