Fare il doppio nella metà del tempo

Frenesia di dicembre

La gente sta davanti una specie di ritiro. Come animali che vanno a letargo, cercano fare il doppio nella metà del tempo. Questa fine settimana di dicembre avevo programmi differenti e poi è finito. Secondo me, si ritorna della normalità l’anno prossimo.

Un esperto della scrittura disse che dicembre è, da sempre, un pessimo mese per scrivere. È un mese pieno di festività. Dopo un intero fine settimana di scanzonata libertà e di sogni a occhi aperti, arriva il lunedì. Inutile metterci alla scrivania. Non fare mai grandi progetti creativi per mese di dicembre. Vedi? Preferisco scrivere domenica mattina e cerco di rimediare la mia mancata scrittura di venerdì. Poi lunedí, si vedrá!

Venerdì è stata una giornata frenetica di incontri, festeggiamenti e amicizia. Sono svegliata alle 5.40 e con piccoli pausa che ho impiegato per nutrire me stessa e la mia famiglia, sono andata a letto alle 1.30.

La mattina avevo un appuntamento con Giulia che ha organizzato un incontro. Non potevo disdire. Finalmente ha dato una mossa. Dopo pranzo, siamo andati a Roma per una formazione e per un brindisi natalizio. La sede è stupenda con le luci di Natale. Sono convinta che siamo stati invitati così tardi, intendo orario, per poter ammirare la bellezza.

La serata

Sono tornata a casa sera tardi, una doccia e via di corsa. Alle 22.00 un appuntamento con un’amica per andare un concerto. Mi ha fatto scoprire un Pub molto alla moda, non per le mie coetanei, però dopo un inizio imbarazzante siamo stati benissimo. Tornado a casa simo manifestati il nostro piacere che io ho promesso di farlo durare anche il giorno seguente, quando dovrò svegliarmi massimo alle 6.20. Lei poteva dormire fino tardi, i suoi figli non vanno a scuola perché si sentono poco bene. Secondo me l ‘ha fatto ammalare lei. 😂

Sembrimo 2 drogati

Sabato

Sabato pensavo di tornare a letto dopo che i miei maschietti sono usciti, non ce l’ha fatta. Dovevo fare la spesa e pulire e lavare. Dopo pranzo un pisolino? Niente da fare. Sono stata invasa delle telefonate, chi voleva sapere per un determinato prodotto e chi chiedeva consigli per la lotteria natalizia che facciamo nei bar e nei negozi.

Finalmente alle 16 cera un attimo di tregua. Dormire un pochino non se ne parla. Alle 16.30 portavo mio figlio per esame finale di amissione come arbitro di calcio. Mentre lui dava l’esame io ho comprato un po’ di carne e verdura per la cena.

Come cera la partita non mi potevo avvicinare il palazzetto dello sport dove stava mio figlio, ho girato un po’ per i negozi. Ho parlato con mia cognata e ho lavorato un pochino. Alle 19 cominciavo a preoccuparmi. Non fa niente io ci riprovo tornare a palazzetto per vedere cosa sta succedendo. Stranamente la partita era ancora in corso, i polizotti che chiudevano la strada sono spariti, hanno lascato solo le sbarre.

Faceva un freddo tremendo, se no, parcheggiavo la macchina e andavo piedi e se dovevo aspettare? Morivo di freddo? Ho spostato le sbarre e sono entrata con la macchina con le luci spente. Dovevo percorrere circa 1 KM.

Che sensazione strana, sulla strada senza traffico, avevo una fifa tremenda. Arrivo a palazzetto, tutto chiuso e al buio, accanto in stadio si sentivano i tifosi il resto non cera un’anima viva. A questo punto telefono, ma che cavolo sta succedendo? Lui, mio figlio mi assicura che stanno ancora là dentro e in breve mi raggiunge.

Alle 20 squilla il telefono e mi chiede di raggiungere alla porta di vetro che in precedente ho trovato chiuso. Vado, battendo i denti per il freddo e dietro la porta chiusa vedo mio figlio vestito da arbitro illuminata con la luce del suo telefonino. Per fortuna fuori faceva buio e non vedeva che piango come una bambina mentre sorrido e sono la mamma più orgogliosa al mondo.

Dopo 10 minuti mi raggiunge in macchina ancora vestito in giallo e andiamo a casa per fare vedere anche a papà. Di solito non metto le foto di mio figlio, adesso ho avuto il permesso per postare la sua foto che ho scattato dopo che siamo arrivati in casa. Adesso dobbiamo comprare le scarpe e una maglietta adatta. A gennaio guidera la sua prima partita con un tutor.

Vi auguro un buon pranzo.

Con affetto e stima

Zita

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