Chiarimenti sulla tassazione nel Network Marketing

Con questo articolo ti voglio mettere al corrente di tutte quelle informazioni indispensabili non solo per dare le giuste risposte alle possibili domande e dubbi, ma anche per difenderti da qualsiasi eventuale interferenza o denuncia.

Tu: Come faccio a sapere se un’azienda di network marketing è legalmente autorizzata a operare in Italia?
Risposta: Un’azienda per essere legalmente autorizzata nel territorio italiano, deve avere una sede in Italia, deve rilasciare un tesserino autorizzato dalla questura, e deve gestire direttamente la fatturazione della vendita al cliente.

Tu: È vero che lavorando nel network marketing, le tasse sono fisse al 23% del 78% dell’imponibile? Ossia 17,9% del totale?
Risposta: Assolutamente sì, la normativa in vigore si riferisce all’articolo 25bis DPR 600/73.

Tu: È vero che un’azienda di network marketing deve pagare ogni mese i 2/3 della quota INPS del networker?                                                                Risposta: Sì, come previsto dalla legge 335/95. In particolare 1/3 della quota INPS spetta all’incaricato e 2/3 spettano all’azienda mandante.

Tu: È vero che in caso di gravidanza, lavorando nel network marketing, ho diritto al rimborso maternità?
Risposta: Sì, come previsto dal decreto legislativo n. 151 del26 marzo 2001.

Tu: Posso lavorare nel network marketing anche senza avere il tesserino richiesto dalla legge 173?
Risposta: No, la legge 173 ART. 3 è molto chiara in tal senso! Infatti l’attività di incaricato alla vendita diretta a domicilio, con o senzavincolo di subordinazione, è soggetta all’obbligo del possesso del tesserino di riconoscimento di cui all’articolo 19, commi 5 e 6, del decreto legislativo 31marzo 1998, n. 114, e può essere svolta da chi risulti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 5, comma 2, del medesimo decreto legislativo.

Tu: Mi è stato detto che posso tranquillamente lavorare part time, perché i redditi percepiti dall’attività del network marketing non sono cumulabili con altri redditi.
Risposta: Questo è vero, infatti le provvigioni degli incaricati alle vendite a domicilio (Legge 173/2005) non devono essere dichiarate nella propria Dichiarazione dei Redditi ai sensi della R.M.180/E del 12.07.95.

Tu: Posso esercitare l’attività di network marketing se sono già un pensionato INPS del lavoro?
Risposta: Certo! La casistica è molto numerosa e frazionata a seconda degli enti di previdenza e dei periodi di pensionamento. In linea generale l’attività di Network Marketing (come Incaricato delle Vendite a Domicilio) è assolutamente compatibile in quanto il pensionato non perde mai il diritto alla pensione.

Tu: Dipendenti pubblici, iscritti all’albo dei professionisti e forze dell’ordine non possono svolgere questa seconda attività, ci sono altre categorie che restano escluse?
Risposta: Sono escluse anche le seguenti categorie: chi riceve un assegno di disoccupazione, chi si trova in mobilità, chi riceve una pensione di invalidità, chi si trova in cassa integrazione o riceve una pensione previdenziale, oltre ai percettori di assegni assistenziali.

Tutte queste categorie possono subire una riduzione delle prestazioni concesse o anche la definitiva revoca.

Tu: Sono esente da camera di commercio?
Risposta: Sì, non sei un commerciante.

Tu: Sono esente da Enasarco?
Risposta: Sì, non sei un agente di commercio.

Tu: Posso iniziare a lavorare anche senza Partita IVA?
Risposta: Attualmente sì. Fino alla soglia dei 5.000 euro netti, si viene retribuiti con quietanza.

Spero che con questo articolo sono riuscita chiarire ogni tuo dubbi. Se hai ulteriori domande contattami tranquillamente. 

Buona serata 

Con affetto Zita

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