Una giornata di m…a!

Una giornata da scordare, anche se è iniziato molto bene. Oggi essendo lunedì ho fatto ALI. Ali sarebbe un Live su Facebook che faccio ogni lunedì mattina per i miei collaboratori e per quelli che seguono la mia pagina,  cerco a dare la giusta spinta di affrontare la settimana con il spirito giusto.

Andata tutto bene. Alle 8 stavo in live con trucco parrucco con la grinta. Le parole mi venivano fluidamente e non mi sentivo imbarazzata d’avanti i “faceaspettatori”.

Ho fatto la colazione, ho riordinato i letti e la cucina e sono uscita per i miei appuntamenti e per fare la spesa. Alle 11 ho chiamato la mamma della mia nuova collaboratore, Alessandro (18 anni) per essere avvisata quando arriva il pacco. Lei mi è assicurato che appena arriva mi avvisa.

Torno a casa dopo le 12. Mi chiama mio figlio di andare a prendere perché pomeriggio ha un appuntamento con i compagni di classe per comprare addobbi natalizi per abbellire la classe. Corro a casa, metto acqua a bollire, corro indietro a prendere mio figlio. Corsa in casa, preparo il pranzo, comincio a preparare la cena, oggi lui ha allenamento alle 19. Cosí quando riporto a casa possiamo mangiare in breve tempo. Di nuovo resetto la cucina, stendo i panni lavati e lavo il pavimento, nella camera passo con aspira polvere e pulisco la caldaia. Alle 15.30 partiamo. Mentre lui passa un’oretta con amici io in macchina scrivo articolo per oggi. Arriviamo solo con 2 minuti di ritardo. Lui scende in centro io in giro per trovare un parcheggio. Lo trovo dopo 20 minuti. Scendo e vado a cercare un bar dove in santa pace posso scrivere l’articolo.

Zampino del diavolo

Il Pc, non si accende. Non fa niente, farò più tardi, spero che mio figlio non ci mette molto tempo. Esco dal bar e torno in macchina. Ci provo a configurare Facebook sul cellulare che  ho comprato ieri, perché quello vecchio cominciava dare i numeri. Non ci riesco, posso fare solo in casa con aiuto del Pc. Sperando che in casa potrò riaccendere. Squilla il telefono! La mamma di Alessandro. Mi informa che oggi quando è arrivato il corriere il suo marito che era unico che stava in casa ha rifiutato il pacco. Erano le 16.45. Bartolini alle 17.00 chiude. Cercare il numero, contattare l’azienda, richiamare Alessandro e aspettare le risposte.

Può peggiorare?

Mentre aspetto tutta agitata in macchina, mi chiama mio sponsor e mi avvisa dell’importanza quel pacco. Comincia così! Mi raccomando, io mi fidavo di te e il tuo giudizio. Segui quel pacco perché oggi o domani dovrebbe arrivare. Se rimandano indietro io perdo la qualifica per Stoccolma. CAVOLOOOOO! Informo di quello che è successo.Un nuovo giro di telefonate ma non riusciamo avere il numero di cellulare del corriere. Domani ritentano la consegna.

Unica problema che loro devono andare un funerale, perché ieri è morta la vicina di casa. In casa ci sarà solo Alessandro, se ci sarà. A questo punto, se il pacco non arriva entro l’una io mi piazzo d’avanti casa di loro per aspettare corriere. Il problema che loro hanno ordinato con il pagamento di contrassegno. Voglio stare in casa, mi serve Google per trovare la sede di Bartolini. Ovviamente il cellulare non prende e il 30 Giga che ho il telefono non vuole darmi manco un briciolo di internet.

Chiamo mio figlio per sbrigare, non risponde. Arriva verso le 18 con 4 ragazze, tutto contento. Mi vede la faccia e senza fiatare siede in macchina. In breve spiego cosa è successo. Adesso possiamo pure rimanere dove siamo. Alle 19 comincia allenamento e non serve a niente tornare a casa.

Amore mio decide,da solo che oggi non ci va allenarsi. In effetti non abbiamo neanche la borsa.Potevo pensarci di portare indietro. Torniamo in casa. Un traffico pazzesco. Prendo una scorciatoia e mi ritrovo la strada chiusa. Dobbiamo tornare indietro.

Dopo 30 minuti siamo lì da dove siamo partiti. Alle 19 finalmente arriviamo a casa. Mio marito arriva insieme con noi affamato. Alle 20 mangiamo e finalmente posso sedermi al tavolo per scrivere articolo che intanto ho già pianificato nella mia mente.  

Mi siedo, prendo tutto necessario e Crach! Non ce internet! Vorrei urlare! Respiro. Urlare non serve. Ultimo secondo decido di descrivere questa giornata frenetica. Mentre scrivo mio marito cerca aggiustare il modem. Adesso sono le 22.10. Vediamo se riesco a pubblicare.

Oggi niente foto, non mi veniva neanche in mente fare le foto. Peccato, sarebbe stato divertente rivedere fra qualche tempo mentre ero in crisi di nervi.

Adesso vado a fare la doccia e dopo a letto. Buonanotte!

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